Le tutele sul lavoro
Le persone con patologie croniche hanno delle tutele particolari sul lavoro, oltre a quelle garantite a tutti i lavoratori dai contratti collettivi. La patologia, infatti, può avere un impatto anche molto forte sulla qualità di vita e, di conseguenza, può essere necessario riorganizzare alcuni aspetti del quotidiano, incluso il lavoro.
Da full-time a part-time
I dipendenti sia pubblici sia privati con patologie croniche hanno il diritto di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time, se la patologia impatta sulla loro capacità lavorativa. Questo passaggio può essere anche temporaneo: se le condizioni di salute migliorano, il dipendente può chiedere di tornare al lavoro a tempo pieno. Il primo passo è ottenere la certificazione di patologia cronica invalidante, che viene rilasciata dalla ASL di residenza.
Le novità 2026
A partire dal 1° gennaio 2026 è introdotta una nuova tutela per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato (o ai figli minori), che abbiano un grado di invalidità pari o superiore al 74%, per malattia oncologica (in fase attiva o in follow-up precoce) o per malattia invalidante o cronica, anche rara. Tuttavia, nel caso di figli minorenni con le medesime patologie, il requisito del grado di invalidità si considera automaticamente soddisfatto se il minore è già titolare dell’indennità di frequenza.
È richiesto anche che il medico di medicina generale o il medico specialista rilasci all’interessato l’apposita prescrizione di visite, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche o cure mediche.
L’agevolazione consiste nel diritto a fruire di ulteriori dieci ore annue di permesso retribuito aggiuntivo, rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi, specificamente destinate a visite mediche, esami strumentali, analisi cliniche e cure frequenti.
Restano esclusi da tale beneficio i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori dello spettacolo iscritti al fondo autonomi.
La circolare INPS 19 dicembre 2025, n. 152, fornisce le indicazioni per l’attuazione dell’art. 2 della legge 106/2025.
La Legge 106/2025 (Legge 18 luglio 2025, n. 106) introduce nuove tutele per chi lavora e convive con patologie oncologiche o malattie invalidanti/croniche (anche rare), con invalidità pari o superiore al 74%. Tra le misure principali: un congedo non retribuito fino a 24 mesi e, dal 1° gennaio 2026, 10 ore annue di permesso retribuito per visite, esami e cure.
N.B.: In ogni caso, è bene sottolineare che a seconda del rapporto di lavoro, pubblico o privato, autonomo o parasubordinato, è il contratto nazionale che stabilisce alcune clausole sia a livello nazionale che a livello decentrato (territoriale o aziendale). Di conseguenza, la prassi in presenza di lavoratore fragile va condivisa con le organizzazioni sindacali.
Le tutele per la salute
LEA – Livelli Essenziali di Assistenza
I Livelli Essenziali di Assistenza sono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce ai cittadini su tutto il territorio italiano con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse). Vengono erogati gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket).
I LEA furono definiti per la prima volta con il DPCM 29 novembre 2001. Il 18 marzo 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM del 12 gennaio 2017 che definisce i nuovi LEA attualmente in vigore. [1, 2]
Agevolazioni per prestazioni sanitarie
A chi soffre di una patologia cronica, lo Stato riconosce il diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per alcune prestazioni sanitarie per la specifica patologia (esami, visite) e per i farmaci. I nuovi LEA (vedi sopra) indicano 64 malattie croniche e invalidanti per le quali vige l’esenzione dal ticket sanitario. L’Allegato 8 al dPCM riporta l’elenco delle patologie e associa a ciascuna malattia o condizione esistente uno specifico codice numerico. [3]
Il diritto all’esenzione viene riconosciuto dalla ASL di residenza, sulla base della certificazione della malattia attestata dal medico di base. Il certificato riporta la definizione della malattia/ condizione, il relativo codice identificativo, le prestazioni fruibili in esenzione e la durata. Alla scadenza, il certificato deve essere rinnovato, tramite il medico di base.
Agevolazioni fiscali
Le persone con patologie croniche e disabilità hanno diritto ad alcune agevolazioni fiscali. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile la guida “Agevolazioni persone con disabilità” che elenca le agevolazioni a cui hanno diritto i pazienti e i loro familiari, i requisiti necessari per richiederle e la procedura da seguire per ottenerle. L’ultimo aggiornamento è del luglio 2021. [4]