Le Terapie

Quello delle patologie autoimmuni è un universo complesso, che la medicina deve ancora in parte comprendere. Uno degli aspetti noti è che il genere condiziona anche la risposta ai farmaci, sia in termini di efficacia del trattamento sia in termini di possibilità di effetti collaterali.
I medici ne sono sempre più consapevoli e tengono in considerazione questo aspetto quando si tratta di impostare la terapia per il paziente.

 

Le terapie

Come abbiamo indicato nella sezione del sito dedicata, per chi ha patologie autoimmuni le terapie andrebbero iniziate tempestivamente, prima che si verifichino danni permanenti ai tessuti a agli organi. Tuttavia, la diagnosi non sempre è rapida, perché i sintomi iniziali possono essere lievi e comuni ad altre malattie.

Ad oggi non esistono cure risolutive per le patologie autoimmuni reumatologiche e dermatologiche, che permettano la guarigione completa. Tuttavia, i medici dispongono di terapie che consentono di controllare i sintomi e fermare la progressione di quasi tutte le malattie autoimmuni. Questo assicura una buona qualità di vita a chi ne soffre.

Approccio terapeutico mirato e personalizzato

 

Fino a qualche tempo fa, le terapie per le patologie autoimmuni reumatologiche e dermatologiche si basavano su due tipologie di farmaci. I primi sono i farmaci immunosoppressori, che agiscono rallentando l’azione del sistema immunitario per evitarne gli effetti negativi. I secondi sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che mitigano gli stati infiammatori.

Recentemente, le scoperte della biologia molecolare hanno portato ai farmaci biologici, che hanno rivoluzionato la terapia per molte patologie, incluse quelle autoimmuni. Questi farmaci hanno un’azione molto mirata, in grado di “spegnere” il processo che causa la singola patologia, lasciando inalterato il resto del sistema immunitario.

Naturalmente, non si può generalizzare. Per ogni paziente il medico deve scegliere il miglior farmaco disponibile in termini di rischio-beneficio. Le terapie utilizzate nel trattamento delle patologie autoimmuni sono per la maggior parte immunosoppressive e vanno proseguite per molto tempo, data la natura cronica della malattia. Ciò comporta che l’organismo sia esposto a maggior rischio di infezioni.